PINA RADICELLA
Senza Velo
Raccolta di pensieri, aforismi e poesie

Un breve viaggio attraverso i miei primi trent’anni senza un ordine cronologico né l’apposizione di titoli (adottata solo in casi di estremo ermetismo…) che limiterebbero il carattere estemporaneo di attimi fuggenti - privi di dimensione temporale e spaziale - immortalati con inchiostro su carte di fortuna, nel corso dei continui spostamenti che hanno caratterizzato e caratterizzano ad oggi la mia vita. Per chi ama scrivere è un classico non avere penna e diario al momento opportuno! Non la vanità né l’ostentazione hanno dato vita all’audace scelta di pubblicare l’opuscolo che racchiude il mio essere bambina, donna ed Amica di tutti da sempre, con le tante debolezze e le imperfezioni tipiche dell’essere umano. Senza Velo significa mettere a nudo la propria Anima, l’essenza vera dell’Io che va oltre il fenomeno, l’apparenza. A circa dodici anni ho cominciato a mettere su carta alcuni pensieri che ritenevo utili, oltre che liberatori. Se qualcuno, leggendoli, troverà riscontro e si identificherà nelle mie esperienze sentendosi fortificato da tale simbiosi emotiva ed intellettiva, avrò raggiunto l’obiettivo in nome del quale ho messo da parte remore, timidezza e reticenza. Avrei voluto farlo da tempo. La penna dice con disinvoltura ciò che le parole spesso tacciono o sillabano a fatica. Colgo dunque l’occasione per ringraziare le Muse e gli Ispiratori che nel bene e nel male hanno fatto parte di me e ne saranno sempre elemento integrante, senza mai essere rinnegati, incolpati o elogiati. Ognuno di noi sceglie quotidianamente per sé in relazione all’Amore che vuole a se stesso, quindi al prossimo. Invito inoltre chiunque leggerà i versi che seguono ad esprimere le proprie idee o, almeno, a cominciare – chi ben comincia è a metà dell’opera -, nella maniera che maggiormente gli si confà. Non a caso l’Arte e l’Amore esprimono messaggi e comunicano emozioni senza stereotipi. In tal modo si uscirà dall’anonimato lasciando una traccia indelebile, scrivendo una nuova pagina di storia, ma, soprattutto, si incoraggerà chi, sentendosi diverso, anormale, è destinato a vivere nella frustrazione e nella solitudine ignorando l’espressione dell’evangelista Giovanni che recita ”in principio era il verbo…”. Dio, dunque, è Parola, Suono, Musica, oltre che Amore.
Pina Radicella
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Pensieri... sconclusionati
Non vi è una logica in questi pensieri. O meglio, sembra non esistere. Immaginavo che accadesse qualcosa del genere, ma non ne avevo la certezza. In fondo è più semplice occuparsi la mente con i problemi degli altri; fa passare i propri in secondo piano. Naturalmente a chi è altruista. A proposito, credo che la più evidente forma di egoismo sia proprio l’altruismo; si gode profondamente nel donare; privandosi ci si arricchisce; si diventa più leggeri ed il contatto con l’Anima si mostra sempre più intimo. L’Anima… no, no! Non c’è tempo per l’Anima. La corsa regna e spesso si accelera il passo senza avere una meta. È quasi un intercalare “non ho tempo”; ah, dimenticavo “se solo potessi starmene a letto un giorno intero”, come se la Domenica fosse di riposo solo per Dio. E se si è riposato Lui?! Un altro intercalare, che a dire il vero un po’ spaventa, è “tutto a posto!”. Chi lo dice spesso, aggiungendo “qual è il problema?” (sempre che non si tralasci la r e si raddoppi la b trasformandolo in pobblema), “ci penso io!” (“m’ ‘o vvedo i’”, a Napoli), “è cosa mia, lascia fare a me”, è davvero pericoloso: chi può realmente non parla; agisce. Poche parole, molti fatti. L’ignoranza? Già! La famosa laurea in presunzione. Tengo molto a precisare che l’ignorante non è colui che non ha avuto la fortuna-sfortuna di studiare e di andare a scuola, chi non sa leggere, chi non parla correttamente. Anzi, quanto bene fa sentirsi dire “ho venuto apposta per te, perché ti volevo vedere!”. È genuino, spontaneo, naturale, come il latte appena munto che fa tornare bambini e fa pensare alle fiabe. Ognuno vuol parlare, pur sapendo di non essere ascoltato. Forse sarebbe più edificante parlarsi allo specchio, no? Si avrebbe di fronte un interlocutore che pensa perfettamente come se stessi. Che bellezza. Per questo rompere uno specchio significa avere sette anni di disgrazia… con chi si potrebbe andar d’accordo? E poi, se per cortesia chiedi al conoscente “come va?”, essendo cosa rara, ne approfitterà per raccontarti le sue vicissitudini dalla nascita al momento dell’incontro. Ovviamente esteso a tutte le persone care coinvolte. Spesso basta una semplice formula cordiale per beccarsi una depressione galoppante. Solo il genio può apprezzare la genialità di un genio. Non cercare a tutti i costi di descrivere l’indescrivibile con la parola. Lascia che lo facciano i tuoi occhi, le tue mani tremanti, la tua fronte che gronda sudore. Chi ti ama non ha bisogno di spiegazioni. Regala emozioni. Non essere avaro. In fondo non occorre il tanto menzionato euro che rende solo schiavi. Se è giusto che la vera ricchezza sia quella interiore, elargiscila. Almeno, non vivrai il resto della tua vita nel rimorso che logora. Esprimi sempre ciò che pensi. Che senso ha amare, odiare o provare sentimenti verso qualcuno e non dirglielo? L’introversione, gioco forza, conduce al rimpianto, al rammarico, che sopraggiungono puntualmente dopo la dipartita del destinatario. Troppo tardi, no? Se avessi detto, se avessi fatto, ma io avrei voluto… non riparano e non danno pace. Perseguitano tutta la vita.
Se non sei stato amato, ama.
Se non hai ricevuto, dai.
Se non sei stato compreso, comprendi.
Se non ti hanno ascoltato, ascolta.
Se hanno bruciato tappe importanti della tua esistenza
rivivile attraverso altre vite; ti sembrerà di rinascere.
A cosa serve riversare sugli altri le tue frustrazioni
o privare il prossimo
di ciò che ti è stato negato, sottratto o portato via?
Non meravigliarti se l’idea del Perdono ti fa inorridire,
soprattutto di fronte a torti insopportabili subiti.
È la tua natura di uomo.
Puoi sforzarti di farlo,
per cercare di essere migliore
o di tendere alla perfezione.
Sì, sì. La perfezione non è di questo mondo.
Ma la volontà e l’impegno lo sono.
Non c’è bisogno di programmare l’esame di coscienza. Essa è spontanea, cristallina, disinibita come un fanciullo che parla soprattutto se non interrogato spiattellando sempre la verità. Verità che spesso fa male. Ma ognuno è responsabile delle proprie azioni; le conseguenze vanno messe in conto, soprattutto se si decide di vivere da istintivi. Certo. Si decide. Scelte. Famoso libero arbitrio… È vero. L’istinto regala un attimo di realizzazione, di appagamento, di pienezza. Ma cosa vuoi che sia un attimo rispetto all’Eterno? Anche questo è vero! Se non credi all’eternità non hai da perdere… Ma, tutto sommato, potrebbe essere incoraggiante pensarla ad un passo da sé. Diventerebbe un fine per alcuni, un mezzo per altri, un’isola felice per chi convive quotidianamente col dolore, col sacrificio, con le lotte, continuando a chiedersi disperatamente il perché, senza successo. La risposta, infatti, è nell’Eterno.
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L’ira degli stolti e dei frustrati si combatte con il sorriso.
Più è sonoro, prima conduce alla vittoria.
Quale… vittoria?
La propagazione cosmica delle proprie Idee!
L’irato, infatti, è incapace di pensare.
Lo stolto, il frustrato stesso, il subdolo, l’ipocrita
cercano di trascinare nel baratro
il solare, l’estroverso, il coraggioso, il generoso.
Ma il Sole, dalla nascita, cede il posto alle tenebre
solo per ritornare con Energia nuova e benefica!
Così recita il testo inciso sulla corteccia
di una quercia secolare che custodisce
tanti segreti… sì, proprio tanti.
L’Albero non parla;
sa ascoltare e tacere, senza giudicare.
Rappresenta la Vita che ritorna, ciclicamente.
Che non muore.
Il famoso processo all’infinito, insomma.
Il Mai spaventa tutti, suscita la paura del Poi,
dell’Eterno, del Mistero, del Dopo.
Dopo… quando?
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Pietrelcina
(dedicata a padre pio, ovvero… piuccio)
Ho percorso il sentiero che parla di Te.
Anche i ciottoli ripetono il Tuo nome
e nella vallata
si propaga l’eco nitida
del mondo che Ti chiama,
Ti cerca, Ti prega,
confida nella Tua inesauribile Energia.
Vorrei aiutarti sempre più...
Se il mio Dolore è medicina per il prossimo,
gli do il benvenuto!
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Pensieri francescani
Francescopio, Piofrancesco, fra’ Pio?

Padrone mio, aiutame a ‘ccapi’ se sto facendo ‘bbuono!
Che senso tiene tutto questo,
si po’ nisciuno è maje cuntento?
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senza conoscerne le regole.
Ho sperimentato che è impossibile scoprire
le regole del gioco della vita.
Non per questo smetto di giocare!
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